giovedì, aprile 26, 2007

IO & ANNIE (Woody Allen) - ending sequence

Un film nevrotico, lucido, malinconico - ancora attuale - sulla vita di coppia.
Un film che amo alla follia...


After that it got pretty late;
and we both had to go…
but it was great seeing Annie again:
I... I realized what a terrific person she was,
and... and how much fun it was just knowing her;

and I... I, I thought of that old joke, y'know...
this... this guy goes to a psychiatrist and says:
“Doc, uh, my brother's crazy:
he thinks he's a chicken."
And, uh, the doctor says:
"Well, why don't you turn him in?"
The guy says:
"I would, but I need the eggs."

Well, I guess that's pretty much now
how I feel about relationships;
y'know, they're totally irrational,
and crazy,
and absurd, and...
but, uh, I guess we keep goin' through it because, uh,
most of us...
need the eggs.

(traduzione)

Dopo di che si fece molto tardi;
dovevamo andare tutti e due.
Ma era stato grandioso rivedere Annie:
mi resi conto che donna terribile era
e di quanto fosse divertente conoscerla.


E io pensai a quella vecchia barzelletta, sapete..
Quella dove uno va da uno psichiatra e dice:
"Dottore, mio fratello è pazzo:
crede di essere una gallina."
E il dottore gli dice:
"Perchè non lo interna?"
E quello risponde:
"E poi a me le uova chi me le fa?"

Beh, credo che corrisponda
a quello che penso io dei rapporti uomo/donna;
E cioè che sono assolutamente irrazionali
e pazzi
e assurdi...
ma credo che continuino perchè
la maggior parte di noi
ha bisogno di uova.

lunedì, aprile 16, 2007

A che punto è il Vettriano ?!


eh...
insomma: il CIELO mi sta facendo impazzire !

sabato, aprile 14, 2007

Tanti auguri Camillo. Io verrò alla tua laurea e ti voglio bene, anche se non sembro. Ma sai, per me gli amici sono come le idee platoniche

Pranzavo seduto sul balcone;
"Pranzavo": piuttosto, sgranocchiavo cracker, sorseggiando una pepsi comprata dalla macchinetta.

E me ne stavo lì, col culo sul marmo umido del secondo piano della biblioteca nazionale, in compagnia di pensieri strani.

Un sacco di pensieri assurdi... tipo:
"E' bello poter pranzare fuori al balcone senza avere nessuno che ti rompa le palle, chiedendoti in continuazione se vi potete andare a sedere da qualche altra parte."

Pensieri scoglionati, insomma...

La giornata ideale per sfornare frasi storiche, che poi si perdono nel caffè del pomeriggio, quando la mente torna più o meno lucida.

Me ne stavo con questo stato d'animo da investigatore privato anni '50, quando si avvicina una tizia che conosco di vista.

Questa qui mi comincia a parlare di tutto - coglione io che le vado a fare le solite domande di rito che faccio quando non so bene che dire.
"Come va? Tutto apposto? E l'università?"
Domande che mi incastrano, inevitabilmente.

"Si, esami qua, esami là, esami bla bla..."
Mi sembrava di aver scoperchiato un maledettissimo vaso di Pandora, con quella cazzo di domanda - devo solo starmi zitto la prossima volta.
Vabbè...

Per dirti su che livelli di loquacità ci aggiravamo: è arrivata a chiedermi se conoscessi poesie della Resistenza italiana.
Io, nella mia immensa e sconfinata ignoranza, mentre mi parlava di Quasimodo, non potevo fare a meno di annuire; continuavo a fare una fatica del diavolo, cercando a tutti i costi di non addormentarmi.

Soprattutto, cercando a tutti i costi un modo per non far cascare lo sguardo in continuazione nel suo décolleté (tanto procace quanto appariscente).
Porca vacca...la primavera...

"Sai, sono amica del proprietario di Storia del vecchio Sud e abbiamo organizzato una sessione di reading di poesie... perciò io sto cercando alcune poesie che parlino dei ..."
e ognitanto, le fissavo i meloni.

("Maledizione, riprenditi! Ebbasta!! pensa alla Resistenza Italiana - possibile che non ci sia un, che ne so, Carducci qualsiasi che ci abbia scritto qualcosa!? E ricordati, maledetto - svegliati!)

"... che ne so, se ti viene in mente qualcosa... io volevo cercare su internet, ma il computer non mi funziona."

Il computer non le funzionava.
Io, con una poltiglia di cracker masticato in fondo alla gola e la lattina vuota in mano, cominciavo a non capire più un cazzo : forse colpa pure dell'orario, in cui io di solito faccio un riposino...

"Il mio ragazzo mi ha trovato qualche CANTO sulla resistenza...io, invece, cerco delle poesie: mi daresti una mano? Puoi chiedere di usare il computer? Io mi vergogno..."

Ehi, ma che fai? Sorridi imbarazzata?
Bimba...se me lo chiedi così !

"Si, non c'è problema."

E porco zio, la situazione - ancora peggio!!
Lei seduta al computer, e io, in piedi, dall'alto a controllare le sue ricerche su gugol - diciamo così...
Solo immaginati la scena, ecco.

"Che poi, il mio ragazzo mi ha trovato dei canti PARTIGIANI...beh, ex-ragazzo...diciamo pseudo-ragazzo..."


"Che vuol dire pseudo-ragazzo?"
"Si, è una situazione complessa... ecco: PSEUDO-ragazzo..."
Ripetendolo, quasi per assaporarne il suono.

Pseudo-ragazzo...

"Senti: e se io ti pseudo-sbattessi contro un muro?"


...


La frase mi è uscita da sola di bocca.
Uno di quei pensieri ad alta voce, che speri non vengano ascoltati da nessuno.
Detti per sbaglio...

("cazzo...")

Però devo dire che la ragazza mi ha lanciato un sorrisetto tutt'altro che offeso.
Uau...

Nemmeno dieci minuti dopo, verso le tre, è arrivata la sua amica.
Cessa: occhialuta, coi dreds, con la ventrozza che le pendeva dalla maglietta e pantaloni di due taglie più larghi.
Se fossi una ragazza, credo che andrei in giro esattamente così.

Lei, invece: l'opposto.
Pantaloni a vitabassa che scoprivano l'ombelico, una canotta verdina e capelli sciolti.
Faccia pulita - sguardo sincero.

Cazzo, sembra la pubblicità di un whiskey...

Bah...
Sono rimasto un pò con le ragazze, ma la storia della Resistenza italiana mi ha subito rotto le palle, così me ne sono tornato al mio tavolo.
Ho continuato a fare Demografia, in attesa del mio amico Brutale.


"Caffettino?"
"Bah - perchè no..."